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Le previsioni di aumento della mortalità italiana secondo l’Istat.

statisticheSecondo le stime previsionali diffuse dall’ISTAT, calcolate per il periodo fino al 2065, la mortalità italiana sarà in costante aumento, inizialmente con una velocità di crescita contenuta e poi con un innalzamento sensibile dopo il 2030. L’ISTAT ha elaborato 3 scenari, di minima, centrale e di massima. Di seguito si riporta la stima dal 2017 al 2025, per lo scenario centrale, cioè quello più probabile.
Anno Morti
2017  622.637
2018  627.161
2019  631.490
2020  635.634
2021  639.571
2022  643.278
2023  646.791
2024  650.202
2025  653.589

CREMAZIONE: L’alternativa a Palermo per la Sicilia

 

cimitero_messinaUn cambiamento nella cultura di Messina – Un’inversione di tendenza passata in secondo piano, ma che spiega bene il trascorrere dei tempi. Nella città dello Stretto ha iniziato a prender piede, con un certo successo, il fenomeno della cremazione nello storico campo santo del luogo. L’impianto crematorio, realizzato al cimitero Monumentale di Messina, è entrato in funzione il 22 agosto, ma sembra aver già un grande seguito. Può apparire incredibile, eppure è così. In soli tre mesi sono state effettuate ben 350 cremazioni, ovvero quattro al giorno. Il 50 per cento delle cremazioni ha riguardato non residenti e nell’ordine, sulle tre scelte consentite dopo questa pratica, c’è al primo posto l’affidamento delle ceneri, al secondo l’opzione della collocazione dentro il cimitero e al terzo posto la dispersione in ambienti naturali. Una vera e propria rivoluzione per una città come Messina, che ha sempre fatto dell’arte funeraria un vanto e una tradizione imprescindibile. Un cambiamento radicale in nome del rispetto dell’ambiente, considerando che l’impianto, ad altissima tecnologia, non emette fumi in atmosfera come prescritto dai più recenti orientamenti normativi europei, internazionali e dalle indicazioni regionali.

 

 

messinaUna soluzione contro quell’orrendo deposito di defunti – È una soluzione concreta al problema decennale che attanaglia il cimitero messinese. Si, il riferimento è a quell’antipatico deposito di bare che si trova dentro il Monumentale. Un luogo sempre pieno, dove in estate sono attivi dei ventilatori per impedire che si alzi un cattivo odore dovuto alla putrefazione dei cadaveri. Parenti e amici, spesso e volentieri, sono costretti ad attendere mesi e mesi per veder tumulata la persona cara. Uno strazio, una mancanza di rispetto che per i residenti in altre zone d’Italia è qualcosa di incredibile. Provate a raccontargli la storia del deposito e vedrete quale sarà la loro reazione. Eppure è la triste realtà. In un contesto del genere, però, la cremazione potrebbe essere una soluzione alternativa. Una scelta intelligente sotto diversi punti di vista: si rispetta l’ambiente circostante, si recupera spazio e magari un giorno si porrà fine alle orrende costruzioni di palazzine in cui vengono tumulati i defunti e inoltre si contribuisce a svuotare quel maledetto deposito. Un salone utilizzato come se non ci fosse alcun riguardo per i morti. Un vero e proprio paradosso da queste parti, tenendo presente la centralità che il messinese attribuisce alla tradizione dei defunti.

 

crematorio-messinaUna pratica economica per i residenti, ma ci saranno agevolazioni per tutti – Le cremazioni, ormai, sono approvate dalla Chiesa cattolica e nel cimitero Monumentale di Messina hanno permesso di iniziare a svuotare il deposito che al momento conta circa 400 salme. Molti familiari che hanno i loro cari “parcheggiati” in quel luogo irrispettoso, hanno deciso di fare il grande passo e pur di toglierli da quello spazio si sono convinti della bontà della pratica di cremazione. In realtà, è bene sottolinearlo, diverse persone hanno iniziato a guardare con interesse alla cremazione anche per i costi esigui per i residenti e qui la crisi economica ha il suo peso: il prezzo è di 380 euro. Già, i residenti. È necessario fare una distinzione tra abitanti e altre persone provenienti da diverse città del sud Italia, perché l’impianto crematorio di Messina sta diventando un punto di riferimento nel meridione. È molto apprezzato per l’efficienza e il rispetto del dolore. L’unica pecca è quella dei prezzi. La differenza con un residente, infatti, è sin troppo evidente: si parte da 547 o 847 euro, fino a 1.147 euro per la cremazione di defunti extra residenti i cui corpi sono stati posizionati in casse con doppio zinco. Da gennaio, però, per venire incontro alle esigenze dei non residenti entreranno in vigore delle agevolazioni per abbassare i costi: il pagamento online e le prenotazioni per le operazioni di cremazione.

Certificazioni

Certificazioni di Morte :

Regole utili per i medici di famiglia sulla certificazione di morte
(schema riassuntivo relativo ai comportamenti da tenere da parte del medico di famiglia nell’ambito del panorama costituito dalla morte e dalle complesse regole contenute nel Regolamento di Polizia Mortuaria)
Le certificazioni possibili nell’ambito della regolamentazione di polizia mortuaria sono essenzialmente tre, anche se una di esse non è una certificazione, bensì una denuncia (nessuna a pagamento).

 

Constatazione del decesso

Questo certificato viene raramente richiesto al medico di famiglia, tranne che in alcune zone del Paese, dove ciò accade relativamente di frequente.
Il certificato viene solitamente redatto da:
medico di Continuità Assistenziale o dell’Emergenza, chiamato al capezzale del deceduto, che si trova ad assistere al decesso oppure che arriva a decesso ormai avvenuto (viene di solito richiesto dai parenti oppure redatto spontaneamente da queste figure professionali);
qualsiasi medico, compreso il medico di famiglia, a cui viene richiesto dalla Polizia oppure dai Carabinieri intervenuti sul luogo di un decesso (molto spesso verificatosi per cause violente). In questo caso il medico diventa Ausiliario di Polizia Giudiziaria e non può rifiutarsi di rilasciare il certificato, che serve essenzialmcertificato di morteente all’Autorità Giudiziaria per poter spostare il cadavere dal luogo del decesso all’obitorio, dove avrà poi luogo la ricerca della causa della morte da parte del medico-legale (o dell’anatomo-patologo), tramite ispezione cadaverica, riscontro diagnostico od autopsia giudiziaria.
E’ molto importante che il medico di famiglia, dopo aver identificato il cadavere tramite un documento di identità o attraverso la conoscenza personale di qualche astante e dopo aver descritto grossolanamente nel certificato le condizioni del cadavere, concluda sempre ed invariabilmente che “il decesso è avvenuto per cause clinicamente da me non accertabili”. Questo perchè la certificazione serve soltanto per spostare il cadavere e nessuno vuole dal medico, anche se di facile intuibilità, la causa della morte; se questa dovesse rivelarsi fallace, infatti, sarebbe fonte di grossi guai giudiziari per il medico (falso ideologico e/o favoreggiamento in caso di omicidio). Si pensi ad esempio al caso di un cadavere appeso per il collo ad una corda: è difficile decidere senza ulteriori accertamenti se si tratta di omicidio, suicidio o sospensione di cadavere.

Certificato di morte

In base alla nostra Legge, per poter dichiarare il decesso è necessario che prima un medico ispezioni il cadavere e che una successiva certificazione medica lo comprovi. Detto certificato viene rilasciato solo dal medico di Funzione Pubblica, sia esso medico-legale, igienista o medico di distretto, a seconda degli accordi presi sul territorio dalle Asl. Il certificato non può essere redatto prima che siano passate 15 ore dal decesso e solitamente riporta, tra le cause della morte, i dati presenti sulla denuncia Istat; nei casi in cui quest’ultima non sia stata redatta dal medico curante (periodi festivi o morte improvvisa senza assistenza medica), sarà proprio il medico di Funzione Pubblica a compilarla insieme a questo certificato.

Denuncia ISTAT delle cause di morte

Si tratta di una denuncia obbligatoria e non di un certificato; pertanto le discussioni su una sua presunta remunerazione sono fuorvianti e del tutto fuori luogo. La denuncia Istat deve essere rilasciata dal medico “curante” e non è necessario che abbia assistito al decesso per compilarla; questo è un punto molto importante, ribadito anche da una sentenza della Suprema Corte: la certificazione deve essere sempre l’esito finale di una visita, mentre per una denuncia ciò non è necessario.
Il Regolamento di Polizia Mortuaria chiarisce che deve essere il medico curante a compilarla, ma va detto che per “medico curante” non si intende sempre e soltanto il medico di famiglia: medico curante è da intendersi colui che ha assistito il paziente negli ultimi tempi della sua vita, riuscendo pertanto a venire a conoscenza di quelle che potrebbero esserne state le probabili cause del decesso. Pertanto il medico curante, che nella maggior parte dei casi coincide con il medico di famiglia, potrebbe essere il medico ospedaliero nei decessi avvenuti in ospedale, oppure ancora un semplice medico libero-professionista.certificato di decesso
Ma come si deve comportare un medico di famiglia nei casi di morte improvvisa? Se la morte improvvisa, avvenuta senza assistenza medica, si è verificata in casa, dopo un’accurata ispezione cadaverica per escludere eventuali reati penali, anche senza alcuna certezza sulle eventuali cause della morte, il medico di famiglia può compilare ugualmente l’Istat, a meno che non siano i parenti a chiedere con insistenza un riscontro diagnostico (il che succede assai raramente). Se invece il decesso è avvenuto per strada, il cadavere segue di solito la strada dell’obitorio e sarà il medico legale a compilare la denuncia delle cause di morte dopo gli accertamenti previsti dalla Legge. E’ evidente che in tutti i casi in cui il medico di famiglia abbia dei dubbi, per la situazione in cui è stato trovato il cadavere o per le modalità in cui potrebbe essersi determinato il decesso, si asterrà dal certificarne le cause, rimettendo la denuncia a chi è deputato a farlo per Legge. E’ opportuno ricordare che la denuncia Istat è importante solo ai fini statistici, per cui l’unico campo da compilare obbligatoriamente è il primo, e cioè quello relativo alla “causa iniziale”; gli altri campi possono essere lasciati tranquillamente in bianco. Tuttavia è preferibile compilare anche quello relativo alla “causa finale”, indicando “Arresto cardiorespiratorio”.

Info:  091.616.14.04  –  333.23.23.849  H 24

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